Fifa World Cup: Uno sguardo verso “Russia 2018”

Un mondiale senza Italia e una Russia che travolge l’Arabia Saudita

Il Mondiale di Russia 2018 ha avuto inizio ieri e, come da pronostico, la squadra di casa ha travolto a suon di gol, i malcapitati dell’Arabia Saudita, vincendo l’incontro per 5-0.Sulla partita poco da dire, se non che l’esordio di questa competizione non è mai stato così tecnicamente scarso, da quando è entrato in vigore il formato a trentadue squadre, cioè vent’anni fa.

La Russia è addirittura il team con il Ranking Fifa più basso tra tutte le partecipanti di questa edizione.

Ma cosa è esattamente il Ranking? Il Ranking è una classifica, stilata ogni mese da Fifa, che viene fuori da un sistema abbastanza cervellotico, tramite un coefficiente calcolato in base ai risultati delle partite internazionali (sia partite di coppe, sia amichevoli), conseguite dalle squadre negli ultimi quattro anni, dando più risultato a quelle più recenti e soprattutto più importanti.

È chiaro, quindi, che le partite di qualificazione o delle coppe hanno un peso specifico, più rilevante rispetto alle amichevoli, ed ecco spiegato come la nazionale russa, non avendo disputato incontri di qualificazione, perché ammessa di diritto come paese ospitante, ma solo amichevoli di scarsa importanza, sia scesa cosI in basso anche nei confronti degli stessi arabi, poi battuti nettamente in campo, o nei confronti di nazioni come Panama che partecipa per la prima volta ad una fase finale.

Tante sono le critiche mosse nei confronti del Ranking, specie perché consente la partecipazione di squadre “minori” come magari le già citate Arabia, Panama oppure Iran, in nome della globalizzazione, a discapito di squadre di “grande tradizione” come l’ Olanda, il Cile o della stessa Italia.
Già l’Italia… a noi questa diatriba non deve interessare più di tanto; siam fuori per i nostri evidenti demeriti. In 180 minuti, non siamo stati capaci di rifilare nemmeno una rete agli onesti operai del pallone della Svezia, tra l’altro priva della sua unica stella, Ibrahimović.

Non lo avevamo ancora metabolizzato del tutto, ma ci avevamo fatto quasi l’abitudine; ora con l’inizio delle gare, con il sentire l’inno nazionale delle “altre” e non il nostro, beh torna il rancore sportivo nei confronti della federazione (Tavecchio), del C.T. (Ventura) e degli strapagati giocatori scesi in campo in quei nefasti spareggi.

Ma adesso basta rancori, piena fiducia al nuovo C.T. Roberto Mancini, anche in considerazione del fatto che peggio di chi lo ha preceduto non si può fare e, testa alla prossima edizione Qatar 2022.

A Qatar, è impossibile mancare.

Gianluca Marino

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