Si ribalta giostra, feriti 10 bambini

‘Carosello’ sequestrato a Pula, indagano i carabinieri.

Una piccola giostra per bambini si è ribaltata a Pula, nel cagliaritano: dieci minorenni sono rimasti lievemente feriti, riportando abrasioni ed escoriazioni. L’episodio è avvenuto ieri notte in piazza della Chiesa, dove all’interno di un luna park era stato installato un “carosello” che gira con le sedie appese alle catene. Una parte della struttura, probabilmente il perno centrale, per cause da accertare, ha ceduto e la giostra si è ribaltata. I genitori e i presenti sono subito intervenuti per soccorrere i piccoli.

Sul posto sono poi arrivati i carabinieri. Fortunatamente i bambini hanno riportato solo lievi escoriazioni e contusioni, non refertate in ospedale. I militari dell’Arma hanno subito parlato con il proprietario della giostra, un 46enne di Cagliari. La struttura è stata sequestrata per consentire gli opportuni accertamenti e verificare la regolarità delle autorizzazioni rilasciate per l’impianto.

 

red.ag

Vacanze, al via il controesodo ma occhio a settembre

Federalberghi, attesi 13 milioni di viaggiatori.

Domenica da bollino rosso ieri  su tutte le strade italiane, intasate dalla giornata di controesodo. Con l’arrivo dei temporali, annuncia un’indagine commissionata dalla Coldiretti, 7 italiani su 10 stanno dicendo addio, armi e bagagli, alle vacanze estive. Ma non è detto che sia proprio così per tutti, anzi: in barba alla consuetudine e all’imminente riapertura delle scuole, sempre più connazionali sembra stiano riscoprendo le vacanze settembrine, forse meno assolate e calde, ma più tranquille e assai meno costose. A fare i conti è un’indagine commissionata in questo caso da Federalberghi, secondo cui, dopo un’estate “nel complesso non eccezionale” spiagge,  campagne e città d’arte si stanno preparando ad accogliere a settembre altri 13 milioni di vacanzieri. E insieme agli stranieri, tanti, secondo un must ormai consolidato nella fascia agé, soprattutto tedeschi, cresce in maniera conclamata il numero degli italiani, tanto che il 21,1% di quelli che sono andati in vacanza durante l’estate farà almeno un giorno di ferie a settembre, un dato in netta crescita rispetto al 14,9% del 2017 e al 13,9% del 2016.

Per il 19,5% si tratterà della vacanza principale, mentre gli altri progettano solo un supplemento di relax, magari nel weekend. Mentre per gli stranieri si guarda come sempre soprattutto alla Germania, di gran lunga il nostro principale mercato con 1,9 milioni di arrivi a settembre (1,8 milioni), seguita da Stati Uniti (668 mila) Francia (481.817) e Regno Unito (481.582)

Per il settore una luce di speranza, commenta il presidente degli albergatori Bernabò Bocca, che invita una volta di più a puntare sull’allungamento della stagione delle vacanze: attualmente nel mese di settembre le imprese del turismo danno lavoro a quasi un milione e centossessantamila lavoratori, che scendono a quasi novecentotrentamila a novembre, basterebbero “due mesi in più”, sostiene il presidente dell’associazione legata a Confindustria, “per produrre un effetto concreto sulla occupazione , con effetti concreti per quasi 230 mila persone, in massima parte giovani, visto che più del 71% ha meno di quarant’anni e più del 47% meno di trenta”.

Tant’è. Aspettando di vedere come andrà a finire, è l’indagine di Coldiretti a trarre un primo bilancio di come e quanto hanno scelto di andare in vacanza gli italiani, con l’88% dei 38,5 milioni di connazionali in partenza che ha scelto di rimanere in patria. Nonostante i temporali, è stato come al solito agosto, il mese più gettonato, seguito come consuetudine da luglio. Particolarmente penalizzato invece giugno, flagellato dalla pioggia, con il 124% di precipitazioni in più rispetto alla media storica.

Nelle scelte domina sempre il mare, preferito da più di 6 italiani su 10 (62%), ma al secondo posto ci sono le città d’arte a pari merito con parchi, oasi, riserve e la campagna, che nelle preferenze supera i monti. E se una forte maggioranza (60%) ha scelto di soggiornare in case di proprietà, magari di parenti e amici, oppure in affitto, nella classifica delle preferenze ci sono nell’ordine pure alberghi, bed and breakfast, villaggi e gli agriturismi, che fanno segnare un aumento rispetto allo scorso anno. La spesa media è stata 744 euro per persona con un buon 36% che è rimasto al di sotto dei 500 euro di spesa, il 33% tra i 500 ed i 1000 euro, il 16 % tra i 1000 ed i 2000. Solo in pochi hanno potuto o voluto concedersi di più.

Red.Ag.

Grecia: una capitale distrutta

E’ un inferno di fuoco quello ha distrutto i dintorni di Atene, dove una coltre di fumo arancione e nero ha avvolto gli antichi monumenti dell’Acropoli. I roghi sono esplosi a Kinetta, 54 km a ovest di Atene, e hanno devastato parte della regione. Il sindaco di Rafina, una delle cittadine più colpite insieme a Mati, ha detto che le vittime potrebbero essere più di 100.

Venti milioni di euro di fondi straordinari, un conto corrente per le donazioni, rafforzamento della vigilanza: sono le misure straordinarie annunciate dal governo greco per affrontare le conseguenze dell’emergenza incendi. Tra le misure previste, lo stanziamento di fondi straordinari per un ammontare di 20 milioni di euro, per rispondere alle immediate esigenze dei comuni e dei cittadini colpiti dall’emergenza. Sarà poi attivato un conto corrente bancario speciale per il supporto alle popolazioni sul quale convogliare contributi pubblici e privati, tenuto conto della grande disponibilità alla solidarietà concreta giunta sia dall’interno del Paese che dall’estero. I fondi raccolti – fanno sapere fonti del governo – saranno utilizzati per la riparazione dei danni materiali. Il contributo statale sarà annunciato nei prossimi giorni al termine delle verifiche sui danni.

Il governo prevede poi di rafforzare la vigilanza contro eventuali ‘sciacalli’ nelle zone colpite, dispiegando 19 pattuglie miste di Polizia, Vigili del Fuoco e Forze Armate. Altre misure aggiuntive, di sostegno alle popolazioni colpite, sono state annunciate dal Ministero delle Finanze. Nei prossimi giorni saranno poi annunciati i risarcimenti per le famiglie delle vittime. Inoltre, 180 ingegneri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono già in loco per agevolare la conta dei danni, e domani li raggiungeranno altri 120. Il Ministero di Lavoro ha già messo a disposizione strutture per ospitare gli sfollati, mentre unità mobili di psicologi e assistenti sociali sono state allestite per l’assistenza alle persone coinvolte nei roghi o che hanno perso familiari e amici. Infine, la Regione dell’Attica ha creato un apposito centro di coordinamento per i soccorsi e il volontariato. I cittadini che vogliono offrire aiuto possono contattare il numero 0030-2104819.001

Addio Sergio Marchionne

Si è spento all’età di 66 anni, l’uomo che ha rilanciato la Fiat.

Marchionne, 66 anni compiuti a giugno, è morto all’ospedale universitario di Zurigo dove era stato ricoverato il 27 giugno per un intervento alla spalla destra.

L’ultima uscita pubblica del manager era stata due giorni prima del ricovero, a Roma, alla consegna di una Jeep all’Arma dei carabinieri. Era già affaticato, chi lo ha visto quel giorno ricorda che parlava con difficoltà. Ma per lui, figlio di carabiniere, quell’appuntamento era irrinunciabile.

È stato il suo ultimo saluto, per molti aspetti simbolico, la chiusura del cerchio di un’esperienza umana e professionale.

Dopo l’intervento alla spalla destra, a fine giugno, le sue condizioni parevano nella norma. Dieci giorni fa l’aggravamento per quelle che i sanitari hanno definito “complicanze postoperatorie”. La situazione sarebbe precipitata all’inizio di questa settimana. L’amministratore delegato di Fca ha perso conoscenza. Venerdì John Elkann ha constatato che “Marchionne non potrà tornare a fare l’amministratore delegato”.

Negli ultimi giorni Marchionne è stato assistito dai due figli, Alessio Giacomo e Johnatan Tyler, e dalla compagna Manuela. Già sabato i consigli di amministrazione hanno nominato i successori. In quel giorno, quando si è capito che le sue condizioni di salute erano ormai disperate, è stato sostituito negli incarichi da Mike Manley che oggi debutta davanti ai mercati come nuovo amministratore delegato, presentando i risultati semestrali del gruppo Fca. Gli ultimi raggiunti sotto la guida di Marchionne.

 

Isabella Battista

Nuovo decreto sui rider

Il Carroccio stava preparando un disegno di legge regionale in Lombardia da portare in Parlamento, ma i Cinque Stelle a sorpresa hanno annunciato il decreto dignità. Salvo poi fare retromarcia. Parla il consulente della Lega: «Ho indicato io cosa non andava nel decreto 5S»

di Lidia Baratta

C’è lo zampino della Lega di Matteo Salvini nel passo indietro di Luigi Di Maio sui rider. Venerdì 15 giugno il decreto dignità era stato annunciato in pompa magna: Di Maio, dopo aver incontrato i rider come primo atto da ministro, aveva sfidato Deliveroo, Foodora e colleghi, promettendo di trasformare tutti i fattorini delle consegne a domicilio da lavoratori autonomi a dipendenti, con tanto di ferie, stipendio minimo e contributi. Poi è bastato un weekend e il botta e risposta con qualche azienda, per trasformare il minaccioso decreto legge in più blando tavolo di trattativa con i sindacati, di cui però ancora non si conoscono date e scadenze.

E a mettere il freno a Di Maio è stata l’anima leghista del governo, che ha prevalso anche su questo fronte. Il Carroccio infatti stava già lavorando nella Regione Lombardia guidata dal leghista Attilio Fontana a un disegno di legge regionale per regolamentare la gig economy, simile a quella appena approvato nel Lazio. E per il prossimo 5 luglio era stato fissato pure un incontro con le principali aziende del settore per stilare un documento da portare poi in Parlamento. La Lombardia leghista si sarebbe fatta capofila dei nuovi diritti dei rider, e i grillini lo sapevano. Ecco forse perché i Cinque stelle, che già subivano il protagonismo di Salvini sull’immigrazione, hanno deciso a sorpresa di rubargli la scena premendo sull’acceleratore. Con l’annuncio del decreto dignità, di cui i rider sono diventati il simbolo. Un testo che per di più andava in tutt’altra direzione rispetto a quello lombardo-leghista. Il M5S puntava sul contratto subordinato per tutti, dalla Lega non ci pensavano nemmeno.Al Pirellone, come consulente giuridico, era stato chiamato l’avvocato giuslavorista milanese Francesco Rotondi. Che viene subito ricontattato dai vertici nazionali della Lega, per studiare anche la bozza di decreto dei Cinque stelle. «Era un testo forte», racconta Rotondi. «Ho inviato così tre pagine con i 2-3 punti che non andavano bene nel decreto e una sintesi del pensiero elaborato già in Regione su come regolamentare il settore».

Va tenuto fuori da questo ambito ciò che è previdenziale. Altrimenti il business delle aziende non regge più. Questo non è un lavoro che può portarti alla pensione e che può essere incasellato nella classica distinzione tra autonomi e subordinati. Se si vogliono mantenere questi lavoretti, non si può aumentare troppo il costo del lavoro

Francesco Rotondi, consulente giuridico della Lega

Nel governo dei doppi, l’uomo della Lega che fa da contraltare a Di Maio nel nuovo super ministero del Lavoro e Sviluppo economico è il sottosegretario Claudio Durigon. È lui che porta sul tavolo del Mise i punti problematici del decreto e la proposta leghista. Che prevede sì un ampliamento delle tutele per infortuni e malattie, il pagamento orario minimo più un bonus a consegna – oltre a un codice comportamentale per i rider da adottare in strada con bici e scooter –, ma senza trasformare i fattorini in lavoratori dipendenti. Nel frattempo anche altri giuslavoristi avanzano più di un dubbio sulla crociata pentastellata: «Impossibile obbligare le aziende del food delivery a fare contratti subordinati», dicono in tanti. E pure nei Cinque stelle qualcuno storce il naso. Passa il weekend, Di Maio incontra al Mise i rappresentanti di Foodora, Deliveroo, Just Eat e colleghi, e all’uscita i toni da propaganda sono scomparsi. Niente decreto, niente decisioni unilaterali: si va alla trattativa con le parti sociali.

La principale questione, spiega l’avvocato Rotondi, «è che va tenuto fuori da questo ambito ciò che è previdenziale. Altrimenti il business delle aziende non regge più. Questo non è un lavoro che può portarti alla pensione e che può essere incasellato nella classica distinzione tra autonomi e subordinati. Se si vogliono mantenere questi lavoretti, non si può aumentare troppo il costo del lavoro».
Saranno queste le proposte che ora i leghisti, forti dell’ennesima vittoria sui coinquilini di governo, porteranno al tavolo del Mise. Anche se, dicono, la presenza dei sindacati già in prima battuta non fa ben sperare. Cgil, Cisl e Uil, che finora non hanno rappresentato le proteste dei rider, tutte auto-organizzate senza le bandiere sindacali, porteranno come unico vessillo l’inserimento della figura del rider nell’ultimo contratto della logistica. A conti fatti, se si ricorrerà alla contrattazione collettiva tout court, non si scenderà sotto i 12-13 euro l’ora. «Una follia», dice Rotondi. A meno che anche Camusso e compagni non facciano un passo indietro, è possibile che la minaccia del decreto legge ritorni ad aleggiare tra i corridoi del Mise, spaccando ancora una volta il governo.